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Cambiamo verso sulle droghe. Adesso! Ecco la “Carta di Milano 2015”

Carta di Milano 2015
Cambiamo verso sulle droghe. Adesso!
Da Genova a Milano verso New York 2016

Sulle orme di Don Gallo, un anno dopo la Conferenza di Genova, associazioni, gruppi, operatori, movimenti, persone che usano sostanze e rappresentanti istituzionali impegnati nel contrasto degli effetti nocivi dell’abuso di droghe e della criminalizzazione si sono riuniti a Milano il 20 e 21 novembre 2015, con il sostegno della Cgil e il patrocinio del Comune Milano, per confrontare esperienze e delineare un’alternativa praticabile anche in Italia alle fallimentari politiche proibizioniste in via di superamento in molte parti del mondo.

Lo scorso anno la Corte costituzionale ha proclamato la illegittimità della legge Fini-Giovanardi. La sentenza della Consulta ha avuto un valore simbolico immenso, mettendo all’ordine del giorno anche in Italia il percorso per una legge più umana e più giusta che contrasti il traffico illecito di sostanze stupefacenti, ma sottragga le persone che usano sostanze alla macchina repressiva offrendo loro la possibilità di un uso consapevole e, quando necessario, di sostegno sociale e sanitario.

Purtroppo Governo e Parlamento non hanno dato il dovuto seguito all’input offerto dalla Corte costituzionale su iniziativa delle associazioni e dei movimenti per i diritti: da parte del Governo non è stata presa alcuna iniziativa di riforma della legislazione sulle droghe, anzi – con un colpo di mano – si è tentato di riprodurre la normativa cassata attraverso un decreto dai dubbi requisiti di necessità e urgenza. Né il Parlamento ha messo all’ordine del giorno le molte proposte di revisione legislativa pur depositate da gruppi e singoli parlamentari. Non solo: nulla è stato fatto per interrompere l’esecuzione delle pene illegittime, comminate sulla base della legge decaduta.

Al contrario, salutiamo con favore il superamento della passata e fallimentare gestione del Dipartimento anti-droga. Purtroppo, però, manca ancora una delega politica che consenta all’amministrazione, alle istituzioni territoriali, alle associazioni e ai movimenti di rappresentanza degli operatori e di coloro che usano sostanze una interlocuzione con un soggetto responsabile delle politiche sulle droghe.

Nella prospettiva di un radicale mutamento delle politiche sulle droghe nel nostro Paese, a partire dal riconoscimento della soggettività delle persone che usano sostanze e dei loro diritti, sulla base delle indicazioni emerse nella Conferenza e, specificamente, nel lavoro dei gruppi, che vengono allegate,

chiediamo

che entro il 2016 sia convocata dal Governo con un percorso concertato e condiviso la Conferenza nazionale sulle droghe, che da troppo tempo manca come momento pubblico per indicare una strategia condivisa di governo del fenomeno;

a Governo e Parlamento di attivarsi per ridefinire in modo radicale gli indirizzi delle politiche e degli attuali impianti legislativi, riprendendo in questo senso i contenuti della lettera delle associazioni a Matteo Renzi in vista di Ungass 2016, attraverso l’organizzazione in tempi stretti di un momento nazionale di confronto con la società civile sulla posizione che l’Italia terrà nella prossima sessione speciale sulle droghe dell’Assemblea generale dell’Onu, convocata a New York nell’aprile del 2016.

Proponiamo:

  1. La completa revisione delle previsioni sanzionatorie, penali e amministrative, stabilite dal Testo unico sulle sostanze stupefacenti sulla base della proposta di legge elaborata dalle associazioni e discussa in sede di Conferenza. Le persone che usano sostanze devono essere liberate tanto dal rischio di criminalizzazione penale quanto dalla soggezione a un apparato sanzionatorio amministrativo stigmatizzante e invalidante.
  2. La prima modifica in questa direzione non può che essere la compiuta depenalizzazione del possesso e della cessione gratuita di piccoli quantitativi di sostanze destinati all’uso personale, anche di gruppo, e della coltivazione domestica di piante di cannabis agli stessi fini.
  3. Proponiamo un confronto nella società e nel parlamento verso una compiuta regolamentazione legale della produzione e della circolazione dei derivati della cannabis e della libera coltivazione a uso personale. Nel salutare con favore l’iniziativa parlamentare dell’intergruppo per la cannabis legale, alla quale affianchiamo la specifica proposta di legge dalle associazioni come ulteriore contributo alla discussione, riteniamo improcrastinabile una reale e completa riforma del Testo Unico che tenga conto di tutti i fenomeni collegati all’uso di sostanze così come è stata affrontata nella proposta di legge elaborata dalle associazioni.
  4. Nel quadro dell’attuazione del patto per la salute e di revisione e definizione dei nuovi Lea, chiediamo il rilancio e la riorganizzazione dei servizi per le dipendenze con il coinvolgimento della società civile nella prospettiva della “riduzione del danno”, quale quarto pilastro delle politiche sulle droghe pienamente integrato nel sistema dei servizi, come stabilito nella strategia UE. Le politiche di intervento devono essere finalizzate al benessere delle persone che usano sostanze e alla prevenzione dei rischi connessi all’abuso e alla clandestinità del consumo, a partire dall’analisi delle sostanze e dalla predisposizione di forme e luoghi per il loro uso sicuro (stanze del consumo) avviando tutte le altre sperimentazioni ampiamente accettate in Europa, quali i trattamenti con eroina.
  5. In questo quadro, particolare attenzione dovrà essere data alla dimensione della qualità della vita nelle città e all’offerta di servizi e sostegno alle persone con problemi di dipendenza in stato di detenzione. Chiediamo quindi che la morsa del patto di stabilità interno, che sta strangolando gli enti locali e le Regioni, sia derogabile nel perseguimento di politiche finalizzate alla tutela dei diritti fondamentali della persona come sono quelle destinate a sostenere i percorsi sociali di inclusione delle persone che usano sostanze. In questo senso saremo a fianco delle iniziative che le associazioni e i gruppi di persone utilizzatrici di sostanze vorranno condividere a difesa dei propri diritti, anche attraverso la promozione, il rispetto e la diffusione de “La Carta dei diritti delle persone che usano sostanze” promossa e firmata dal Cartella di Genova nel 2014.

Il Cartello di Genova